Toulouse-Lautrec, tra amore e vita

 “L’amore è quando il desiderio di essere desiderato ti fa stare così male che senti di poter morire.” Henri de Toulouse-Lautrec

Vivere a volte può non essere così istintivo, a volte si ha difficoltà a lasciarsi andare, a vivere il momento presente. Si tende sempre a volgere indietro la testa o a guardare in alto l’immensità del cielo. Guardare di fronte, imparare a non pensare e ad abbandonarsi al momento non è per niente automatico. Questa riflessione si manifesta in noi guardando l’opera di un’artista geniale, icona del suo tempo e figura dotata di un innato senso comico e di un’inesauribile creatività. Henri de Toulouse-Lautrec, pittore parigino de fin siecle, nella mostra a egli dedicata negli spazi museali dell’Ara Pacis a Roma, ci regala l’atmosfera unica e magica della Parigi di quegli anni, una Parigi divertita, festosa e intima che si rivela nella sua abbondanza e nella sua generosità ai nostri occhi estasiati. La luce elettrica rischiara per la prima volta l’oscurità delle strade e degli edifici e l’arte si illumina facendosi testimone di un positivo sentimento comune e di una inebriante frenesia collettiva.

20160505_182341.jpg

Henri de Toulouse-Lautrec, mostra “Toulose-Lautrec” , Ara Pacis, Roma, 2016

Ballerine di can can, donne di male affare, ricchi gentiluomini in attesa di provare la piacevole ebbrezza di una serata sconvolgente. Questi sono i protagonisti dell’arte di Toulouse-Lautrec, che ritrae i volti delle ipnotiche cortigiane del Moulin Rouge e dei suoi abituali avventori. Si riconoscono i visi delle ballerine La Goulue e Jane Avril e dei ricchi borghesi come ad esempio Valentin le Désossé. La vita in questa Parigi è una vita notturna votata ai divertimenti e ai piaceri del cuore e del corpo. L’assenzio inibisce la ragione e gli animi e l’atmosfera diventa rarefatta e frizzante, favorendo l’incontro dei cuori solitari e dello scatenarsi della passione travolgente. La miccia prende fuoco e tutto può succedere tra la joie de vivre che aleggia nell’aria e il frenetico ballo, dove le gonne si alzano e le gambe si sollevano al cielo.

20160505_182242.jpg

Il realismo è temperato da un tratto veloce e nervoso che tende a deformare i lineamenti e le figure, che assumono così un aspetto più leggero e più ammaliante. La realtà si intreccia inestricabilmente alle emozioni. Henri riesce a registrare i moti degli animi, dando corpo a immagini immerse totalmente in questo delirio. I colori sono accesi e iniettano insieme al segno il soffio vitale ai lavori, che si animano di vita. Il carpe diem è reso nella sua dinamicità, e il presente può manifestarsi in tutto il suo splendore. Tra le trame del segno riusciamo anche a scorgere le aspettative e le speranze del pubblico dei locali. Toulouse-Lautrec come un fotografo immortala il suo mondo dorato, il suo rifugio nel quale egli maschera il suo difetto fisico, il metro e cinquantadue di altezza che lo rende diverso, ma che non lo limita affatto. Questo mondo diviene ossessione artistica e le mani scorrono veloci sui fogli mentre l’occhio è intento a catturare l’evento. L’ispirazione non cessa mai in questo turbinio di festa.

20160505_182216

L’amore è uno degli altri temi fondamentali che riscontriamo nell’opera dell’artista. Egli mostra quel lato intimo dell’amore innalzandolo a sentimento principe, che tutto domina e dal quale si è dominati. E’ un amore che assuefa, che è droga e che porta inevitabilmente alla follia. Il desiderio è evidente anche nei tanti manifesti che l’artista crea per la moltitudine di teatri e café parigini. Desiderio che si incarna nel corpo delle acrobatiche silhouette delle ballerine, che scoppiettanti di energia ballano senza sosta nei dipinti del loro amico Henri. Egli viene attratto anche dall’amore saffico tra le disinibite residenti dei bordelli, nei quali questa pratica era ampiamente praticata. Questo tipo di intimità non viene però demonizzata, ma è bensì rappresentata come un dolce rendez vous. L’amore invade ogni luogo e ogni persona. Nessuno può sottrarsi da questo incantesimo. Si diventa stupidi e ciechi, animali avidi di amore, che vivono solo in virtù di ciò. Così si festeggia, e si balla e si canta come marionette sotto l’incantesimo dell’amore che rende tutti eterni  ubriachi, eterni innamorati.