Giuseppe Penone e il mondo naturale

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“Un albero è un essere che memorizza la sua forma e la sua forma è necessaria alla sua vita, quindi è una struttura scultorea perfetta, perché ha la necessità dell’esistenza.” cit. Giuseppe Penone

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Giuseppe Penone, mostra “Matrice”, Palazzo della civiltà italiana, Roma Eur, 2017

<<Siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.>> Queste erano le parole di Shakespeare nella Tempesta per descrivere la corrispondenza tra il mondo del sogno, dell’illusione e quello della vita, del reale. Corrispondenza che ritroviamo anche nelle opere di Giuseppe Penone, dove tutto ciò che vediamo in realtà non è, ma piuttosto appare in determinate forme. Così nella mostra “Matrice”, eccezionalmente ospitata negli spazi del vecchio Palazzo della civiltà italiana a Roma (il cosiddetto Colosseo quadrato), lo spettatore può assistere e rimanere piacevolmente incantato dallo sposalizio tra quotidiano ed immaginazione.

Non appena si entra nella sala, si viene catapultati in un bosco incantato, dove ogni elemento sembra prendere vita propria. Lo sguardo si posa da prima su un mucchio di foglie che non sembrerebbero avere nulla di speciale, se non fosse per il fatto che quel mucchio di foglie diviene letto e calco per l’artista, che sopra di esso imprime la sua forma e con il soffio modella i vuoti all’interno del mucchio. “Soffio di foglie” si rende segno organico e vivo. L’uomo vive la perfetta armonia che si concretizza con la natura e con il tempo. Ciò è visibile anche in “Foglie di Pietra” dove bianchi blocchi di marmo dalle forme di capitelli vengono sollevati da rami intrecciati. La rianimazione di un ricordo lontano irrompe nella mente fruitore. Così come in “Spine d’acacia-Contatto” dove la mimetizzazione e allo stesso tempo la messa in mostra dell’impronta umana dell’artista attraverso l’articolazione di una complessa composizione di spine d’acacia riecheggia appunto l’essenza umana all’interno del disegno naturale. Con “Essere fiume” invece la presenza umana viene celata, e in questo modo anche sottolineata dietro la lavorazione, che porta alla riproduzione quasi perfetta delle pietre che giacciono sugli argini del fiume, e che in natura proprio da esso vengono plasmate. Le pietre assumono fattezze talmente realistiche che la materia marmorea di cui sono composte svanisce nella loro nuova natura di rocce. L’illusione che Penone perpetua nella sua opera ha un’incanto naturale, poiché egli riesce ad accostare elementi artificiali ad elementi naturali facendoli dialogare in un discorso armonico e spontaneo. Altro lavoro di grande impatto è “Ripetere il bosco” una foresta di tronchi dove il fruitore si smarrisce guardando le alte cime che lo sovrastano. Sogno o realtà la linea è sempre più sottile. Alla fine del percorso si trova “Matrice”, opera che dà il titolo alla mostra. Un albero cavo si distende orizzontalmente per l’intera sala e al suo interno giace una piccola scultura in bronzo, copia di una parte del tronco, che diviene cuore pulsante dell’organismo disteso.

Natura e artificialità, spontaneità e artificiosità si fondono in maniera unica nell’arte di Penone, un’ artista che sa guardare le radici senza perdersi in esse, che sa apprezzare e far amare ciò che di più scontato l’essere umano si concede di ignorare. Queste opere si fanno specchi nei quali lo spettatore può intravedere il riflesso di un modo di vivere più semplice e più intimo con il mondo, un tipo di esistenza che ha perso in nome di un mondo artificiale, dove l’incongruenza è regina incontrastata. Con queste opere viene a completarsi così la simbiosi tra natura ed essere umano ed anche l’anima persa dell’uomo si riconcilia con la natura primordiale e primigenia del mondo chiudendo finalmente il cerchio e l’equilibrio restaurato può di nuovo adempire il suo compito.

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2 comments

  1. Daniela · aprile 24, 2017

    mi piace molto la filosofia con cui Penone studia e crea i propri lavori, ho avuto modo di apprezzarne alcuni a Torino ( alla Venaria Reale) e ne son rimasta piacevolmente impressionata.

    Piace a 1 persona

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