Bansky e la rivolta urbana

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Bansky, mostra “War, capitalism & Liberty”, Palazzo Cipolla, Roma, 2016

“Ci sono persone che entrano nella polizia perché vogliono fare del mondo un luogo migliore. Ci sono persone che diventano vandali perché vogliono fare del mondo un luogo dall’aspetto migliore.” cit. Bansky

20160630_143146Il bello di una regola è che può essere trasgredita. Ma trasgredire i codici ed infrangere le regole non vuol dire solo essere contro il sistema, significa essere consapevoli e responsabili di ciò che si fa e di come lo si fa. Nell’atto del rompere vi è un enorme chiarezza di contenuti. Si distrugge qualcosa non per semplice gusto di farlo, ma per dichiarare con più forza un pensiero, un’emozione , un disagio incontestabile. Si cerca di eliminare qualcosa per poterla ricostruire e così renderla migliore. Il miglioramento è la meta anelata dalla distruzione nelle sue estreme utopie. Il potenziale di un’artista come Bansky è proprio questa sua distruzione/creazione di nuove possibilità, nuovi dogmi e paradigmi in modo da ricercare la riflessione insita nell’opposizione. Riflessione che viene indagata presso gli spazi di Palazzo Cipolla a Roma nella mostra “War, Capitalism & Liberty”.

20160630_143408Immagini distorte, simboli reinventati sono questi i soggetti di Bansky, che ci mostra la corruzione e il degrado del reale attraverso immagini di personaggi e oggetti decontestualizzati. Vediamo l’amata principessa Diana sulle sterline che amichevolmente usurpa il posto alla regina, c’è la piccola Dorothy dal mago di Oz con il suo fedele Totò che vengono perquisiti dalla polizia, il signor McDonal e il Signor Mickey Mouse che tengono per mano un bambino malnutrito, dei bambini che issano la bandiera del colloso dei supermercati londinesi Tesco, e ancora vandali che lanciano fiori, topi e scimmie che si ostentano nel loro essere, la top model britannica Kate Moss che sostituisce l’insostituibile Marilyn Monroe  in una delle opere più famose di Warhol, dei bambini che giocano con mine e bombe tenendole in braccio come bambole, ecc. Mondo distorto e corrotto ci mostra la realtà dietro l’apparenza con la quale noi stessi vediamo le cose.

20160630_143434Non si tratta di un mondo fittizio o di un incubo, anche se quest’ultimo si avvicina molto alla realtà proposta. E’ un mondo ambiguo, dove il perturbante gioca e stimola le menti. Siamo soggetti a una familiarità spiazzante di oggetti e situazioni che però assumono forme impreviste e ci gettano nell’abisso dello scioccante che apre porte normalmente chiuse. L’artista si fa fautore di un’arte politica che si ramifica nella cornice di strade e muri delle vivaci città metropolitane come Liverpool, Londra, Parigi, ecc. La città diviene protagonista e modella nella quale l’artista interviene alterandone le normali fattezze. Gli interventi sono irriverenti ed ironici e per questo amati e odiati, adorati e osteggiati allo stesso tempo. Essere fuori dal sistema per quanto possa essere un atteggiamento in un certo senso poetico è di solito mal visto dal perbenismo dei cittadini, abitanti delle città che fanno della morale la loro unica vera religione, e per questo ambiscono e auspicano a un mondo conformato in ogni suo aspetto e in ogni sua regola.

20160630_145446L’arma del cinismo può dimostrarsi un mezzo efficace per condurre il comune pensatore di media intelligenza a un pensiero critico oggettivo della situazione nella quale versa. L’arte salva dall’ignoranza e dalle illusioni di un mondo contemporaneo troppo spesso frainteso ed idealizzato. L’opera di Bansky diventa luce per gli occhi, illuminando menti ed animi assopiti e intorpiditi da una foschia di una realtà illusoria, dove i problemi non ammettono soluzioni e l’abbandonarsi allo sconforto dell’inevitabile è l’unica costante. Bansky riattiva il processo, ribaltando le costanti e le convinzioni, rivelando l’inatteso che uscendo fuori dal vaso di Pandora diventa dato essenziale per la riflessione su un mondo diverso più vero, molte volte non ascoltato e dimenticato a causa della nostra incessante superficialità. L’arte di Bansky spazza via questa superficialità e ci rende il nostro mondo reale e la nostra perduta umanità.

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